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Visualizzazione dei post da giugno, 2022

la politica del carciofo

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Calma! Una cosa alla volta, che con pazienza si ottiene tutto.  Per esempio: si può demolire la sanità pubblica togliendo un po' di servizi qua e un po' di servizi là, non tutto insieme che la gente si arrabbia. Togli un po' oggi (ma poco), togli domani (poco poco, eh: che non cambi nulla - quasi nulla - che, anzi, a ben vedere è pure meglio di prima, era uno spreco...), così in pochi si accorgono, in pochi arrabbiano...  "Niente campanilismi!" si grida e zac, via una foglietta... "Abbasso gli sprechi!" si proclama, e zac... via un'altra foglietta. Così, razionalizza oggi e ottimizza domani (ancora un taglietto, ma è roba di poco eh...) il carciofo è diventato piccino, la gente un po' si lamenta, ma non ricorda più tanto bene com'era il carciofo all'inizio. Il tempo che passa procura l'oblio e insieme all'oblio porta l'oppio ipnotico dell'adattamento.  Ecco, facciamolo anche con i carciofi degli altri servizi e delle istit...

La rinascita dell'aristocrazia

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Messa in un angolo la vera aristocrazia, quella antica che fondava la sua pretesa superiorità e i suoi vari titoli sul sangue, sulle presunte glorie degli antenati, ai poveri ricchi borghesi  del tardo impero, per elevarsi al di sopra dei comuni mortali, non restano che due tipi di titoli di cui fregiarsi: quelli finanziari e quelli di studio. Se è vero che ai piccoloborghesi (di solito son di sinistra) piacciono soprattutto i primi, che danno sicurezza, è tuttavia ai secondi che si affidano per coronarsi di lustro e di superiorità. Ebbene sì, i titoli di studio sono per loro i surrogati di quelli nobiliari. Al loro orecchio le varie abbreviazioni come " prof " e " dott " suonano con lo stesso argentino tintinnio che un tempo avevano i vari Cav ., N.H. , Co. e via dicendo... Coerentemente, i nuovi nobili (non di sangue, ma "di facoltà"), sfoggiano tutto il loro più sincero disprezzo nei confronti di coloro che non posseggono il loro medesimo rango: "g...

il nome e la cosa

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Chiamar le cose col loro nome è l'inizio della saggezza. Siamo malati di camouflage eufemistici. Chiamiamo "effetti collaterali" le vittime civili dei bombardamenti, chiamiamo "ristrutturazioni aziendali" e "piani di alleggerimento" i licenziamenti di massa, e chiamiamo "aborto" e "interruzione volontaria della gravidanza" l'uccisione di un piccolo essere umano che sta crescendo nella pancia di sua madre. E infine chiamiamo "diritti" tutte le cose che vogliamo fare, essere o avere. “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”

Emergenza!

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Parliamo di strategia emergenziale e di potere. In noi umani, come negli animali, agiscono degli istinti primordiali. Tali istinti inducono negli individui e nei gruppi i comportamenti più funzionali a garantire la sopravvivenza. Nella piramide di Maslow si trovano definiti ed ordinati i bisogni dell'uomo: quelli più elementari sono collocati alla base dello schema, e quelli più evoluti, in alto, verso il vertice. Secondo Maslow l'uomo agisce, soprattutto se il tempo concesso per la decisione è breve, dando priorità ai bisogni primari. Le campagne pubblicitarie moderne tengono conto di questo tipo di priorità e legano il prodotto ai bisogni primari. Il cervello dell'uomo moderno, non diversamente da quello dell'uomo arcaico, dell'ominide, utilizza all'incirca gli stessi meccanismi decisionali. Gli istinti, infatti, costituiscono delle scorciatoie mentali, atte a consentire scelte rapide secondo schemi atavicamente precostituiti; ciò è funzionale alla sopravviven...