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Potere strafottente

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La strafottenza del potere A proposito di strafottenza del potere e di soppressione di ULSS e di comuni, mi sovviene una favola di Fedro che parmi essere più che appropriata. Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?" L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?" "E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole". "Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato". "Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò. Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti. 21 marzo 2016

neocentralismo all'attacco

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Il mirino dello sdegno A facilitare la demolizione delle Regioni, delle Province e di ogni altro ente di partecipazione democratica e di governo autonomo del territorio, a facilitare cioè il lavoro dei neocentralisti che, per difendere i "palazzi romani", distruggono ogni altro pur piccolo palazzo d'intorno, ci si mette la corruzione di tanta, troppa gente. Ma non è che la corruzione non ci sia anche nella "cittadella romana" dal potere, non è che lo stato centrale sia rimasto un incorrotto, anzi! E' di certo il vero centro della corruzione che ci pervade, e tuttavia quella cittadella palatina ha il comando dei mass-media e della terrena giustizia, può orientare il mirino dello sdegno pubblico su chi vuole, e mostrare le pecche altrui per distogliere lo sdegno e lo sguardo dalle sue. 9 giugno 2014

la coscienza democratica

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  Lascerei stare le categorie di "destra" e di "sinistra" che, a quanto pare, oggi non sono più in grado di sostenere un ruolo semantico adeguato; guarderei piuttosto agli intenti dichiarati e soprattutto alle azioni, agli atti compiuti da una  parte  piuttosto che dall'altra. E mi farei delle domande. Può il nostro Governo continuare una  politica  scellerata come quella di "Mare Nostrum", nascondendo le tante sue nefandezze dietro il mignolo di un'Europa  distratta ed egoista? Può il governo continuare a foraggiare i clandestini e nel contempo a tagliare i fondi per la sanità, per il sociale, per la scuola, per gli enti locali, per i trasporti e le infrastrutture, e può, soprattutto, tagliare le risorse al nord per continuare a versare bellamente fiumi di denaro nelle casse delle Regioni più dissennate, dei comuni e dei territori più malgovernati e corrotti? A chi va bene questa politica neocentralista e antidemocratica che sta svilendo sempre pi...

meno stato meno economia

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L'edilizia crolla, le aziende arrancano, l'economia, nel suo complesso, involve. C'è di che essere giustamente inquieti e qualcuno, inquietamente, si lascia andare a discorsi da bar sport: "La colpa - dice - è della politica", della politica che manca, della politica che non guida, che non capisce, che non risolve. E delle amministrazioni pubbliche che non fanno niente per...". Ora, io dico, quando  il grasso colava, appena dieci anni fa, tanto per dire, la colpa era ancora della politica, ma della politica "troppa", invadente, presente e forte tanto da non dar fiato alla società civile. "Meno stato ci vuole - si diceva allora - meno stato e più impresa!" Oggi, dallo stesso coro (è proprio lo stesso) comincia ad alzarsi qualche voce solista con un tono diverso. "La colpa - dice il nuovo refrain- è della politica, sì, ma perché è assente, è debole, è indecisa, latita". " Lapoliticalatita ", sembra più uno scioglilingua c...

Quote in multicolor

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Ho consultato l'oracolo di Delfi: nel 2050 ci saranno le quote rosa per le donne, verdi per i giovani, argento per gli anziani, le quote cangianti per i trans e a scacchi per le diverse etnie, quelle gialle per chi viene dalla Cina, oro per chi dimostra di avere un reddito annuo superiore ai 60.000 euro. Poi ci sarà lo sbarramento elettorale al 30% per permettere una maggiore governabilità. Ci sarà un solo collegio elettorale per Regione, che potrà eleggere da uno a tre deputati. Le Province saranno abolite e i Comuni non potranno avere meno di 40.000 abitanti. 25 gen 2015

Così muore la democrazia

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Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a t...

la linea critica della democrazia

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Il rapporto fra i cittadini e le istituzioni rischia il collasso: il sottile diaframma che ancora separa lo stato civile e ordinato dal caos ha ormai raggiunto un limite critico. Troppe tasse e troppi tagli ai servizi, troppi sprechi e troppa corruzione, e mancanza di chiarezza negli obiettivi della politica.. Troppo grande il divario fra il sentire del popolo e quello di chi lo governa. Molti dei sindaci che conosco non sembrano avere dubbi: staranno dalla parte del diritto e delle istituzioni, ma staranno soprattutto dalla parte dei loro cittadini e del popolo sovrano. Saranno pacieri, uomini delle istituzioni, ma mai complici nè ignavi. martedì 6 gennaio 2015