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Visualizzazione dei post da agosto, 2018

Il Buon Samaritano - Che c'è di cristiano in quest'accoglienza?

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Continuo a sentire tanta gente che per sostenere nelle discussioni la cosiddetta “accoglienza dei migranti” tira in ballo il vangelo. Orbene, si sa che nella storia il vangelo è stato spesso usato per rivestire di santità e di giustizia delle azioni che in verità avevano ben poco di santo e di giusto, come soprusi, violenze, guerre e tirannie. A quanto pare questa pratica diabolica però non si è ancora esaurita, perché oggi la Parola di Dio viene indebitamente usata anche nella chiesa per dare una patina di santità a tutto ciò che è connesso col  torbido fenomeno della migrazione. Secondo i teologi della migrazione accogliere i migranti santifica, e quindi è un dovere dei cristiani. Va da sé che chi non approva l'accoglienza o la discute o peggio ancora l’avversa, è un eretico, non è in comunione con la chiesa e va convertito oppure va allontanato. Nel migliore dei casi il cristiano che non si adegua ai dictat della santa accoglienza dei migranti   viene bollato come ipoc...

Fondi €uropei

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Parliamo dei fantastici soldi della UE, quelli che secondo qualcuno ben informato crescono in un giardino magico di Bruxelles. Mi permetto di fare un piccolo commento per punti. I soldi dell'Europa sono soldi nostri. Mi spiace deludere i tanti fan dell'€urolandia ma lassù non c'è alcun giardino Campo dei Miracoli di pinocchiesca memoria, e nessun tesoro magico dei nani. I soldi che l'Unione concede ai suoi questuanti, sono gli stessi soldi che gli stati europei le fanno arrivare sotto forma di contributi obbligatori. E, indovinate un po' da quali tasche li prendono quei soldi gli stati europei che sovvenzionano l'Unione... ebbene sì, li prendono dalle tasche di noi contribuenti. L'avreste mai detto? L'UE ci elargisce i nostri soldi. Per l'Italia è una perdita L'Unione ridistribuisce i soldi degli stati membri fra gli stati membri e per svolgere questo lavoro di raccolta e redistribuzione trattiene la sua parte. Quindi la somma dei soldi ...

Neofeudalesimo

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In economia ogni soggetto opera inseguendo il profitto. È un difetto? No, non direi: è la stretta logica dell'impresa. Oso aggiungere che è una necessità per l'impresa inseguire il profitto, così come per ogni organismo vivente è necessario trovare il nutrimento. È meglio affidare i servizi essenziali alle imprese private o agli enti pubblici? Sono più bravi i privati a gestire i servizi, li fanno costare di meno e innalzano la qualità? Insomma, conviene? L'osservazione che apre questo mio discorso risponde da sola alla domanda: se, infatti, ogni impresa ha come suo obiettivo fisiologico quello di portare il maggior lucro possibile ai suoi proprietari, è del tutto evidente che la stessa, per natura, non persegue affatto l'obiettivo di rendere alla cittadinanza il miglior servizio possibile al minor costo. Un ottimo risultato per un'azienda é sempre il massimo del profitto ottenibile, e non un lavoro ben fatto consegnato al cliente a basso prezzo. Il bene de...

Di Roma e di Babilonia

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Il globalismo è un fenomeno che è ampiamente in atto in questi anni. Chi lo crede solo un'ideologia sbaglia di grosso, è una realtà storica. E in ogni caso, più che un'ideologia è un sogno, uno di quelli però che fanno male alla realtà, di quelli che si chiamano deliri. Il globalista sogna la ricostruzione dell'Impero. l'Impero con la I maiuscola, l'Impero Romano. Augusto che parla inglese e ha gli occhi a mandorla. E prevede la ricostruzione della Torre, quella di Babilonia, anche se . Una sola Pax, su tutta la terra, un sola lingua! Roma l'Urbe Caput Mundi. Inutile cercarla questa Roma sulla carta geografica o con Google Maps, è una Roma immateriale, invisibile, impalpabile eppure non meno reale della Roma italiana. La Roma che oggi sogna il globalista è costituita di palazzi sparsi in tutto il mondo; è una metropoli fatta di intrecci finanziari, politici e ideologici; un labirinto di poteri e di interessi fittamente intrecciati fra di loro. Roma, questa Roma,...

La "Signoria" - Piccola storia di fantapolitica complottara.

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La chiamo la "Signoria", non sapendo come altro chiamarla, questa cappa che ci sta sovrastando e dominando da quando abbiamo - nostro malgrado - varcato le epiche soglie del Nuovo Millennio. Da un punto di vista geometrico la Signoria potrebbe essere rappresentata con un'iperpiramide, che è una figura piuttosto difficile da immaginare nel concreto: una specie di solido tetradimensionale, articolata in tante piramidi tridimensionali alle cui basi stanno i cittadini/lavoratori/consumatori/produttori/spettatori, cioè i nuovi servi della gleba, i nuovi schiavi, coloro che sono deputati alla produzione dei beni e al loro consumo, apportatori, in questo processo di produzione-consumazione, di ricchezze e di potere per i membri della classe dominante, cioè della Signoria. I popoli, in questa cornice, non sono nient'altro che un puro e semplice materiale umano, roba da gestire e soprattutto da modellare nei comportamenti, nei pensieri, nelle espressioni; sono "risorse...

Occhio alla parola

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A che punto siamo del "politically correct"?