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Visualizzazione dei post da luglio, 2022

Potere strafottente

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La strafottenza del potere A proposito di strafottenza del potere e di soppressione di ULSS e di comuni, mi sovviene una favola di Fedro che parmi essere più che appropriata. Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?" L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?" "E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole". "Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato". "Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò. Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti. 21 marzo 2016

neocentralismo all'attacco

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Il mirino dello sdegno A facilitare la demolizione delle Regioni, delle Province e di ogni altro ente di partecipazione democratica e di governo autonomo del territorio, a facilitare cioè il lavoro dei neocentralisti che, per difendere i "palazzi romani", distruggono ogni altro pur piccolo palazzo d'intorno, ci si mette la corruzione di tanta, troppa gente. Ma non è che la corruzione non ci sia anche nella "cittadella romana" dal potere, non è che lo stato centrale sia rimasto un incorrotto, anzi! E' di certo il vero centro della corruzione che ci pervade, e tuttavia quella cittadella palatina ha il comando dei mass-media e della terrena giustizia, può orientare il mirino dello sdegno pubblico su chi vuole, e mostrare le pecche altrui per distogliere lo sdegno e lo sguardo dalle sue. 9 giugno 2014

la coscienza democratica

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  Lascerei stare le categorie di "destra" e di "sinistra" che, a quanto pare, oggi non sono più in grado di sostenere un ruolo semantico adeguato; guarderei piuttosto agli intenti dichiarati e soprattutto alle azioni, agli atti compiuti da una  parte  piuttosto che dall'altra. E mi farei delle domande. Può il nostro Governo continuare una  politica  scellerata come quella di "Mare Nostrum", nascondendo le tante sue nefandezze dietro il mignolo di un'Europa  distratta ed egoista? Può il governo continuare a foraggiare i clandestini e nel contempo a tagliare i fondi per la sanità, per il sociale, per la scuola, per gli enti locali, per i trasporti e le infrastrutture, e può, soprattutto, tagliare le risorse al nord per continuare a versare bellamente fiumi di denaro nelle casse delle Regioni più dissennate, dei comuni e dei territori più malgovernati e corrotti? A chi va bene questa politica neocentralista e antidemocratica che sta svilendo sempre pi...

meno stato meno economia

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L'edilizia crolla, le aziende arrancano, l'economia, nel suo complesso, involve. C'è di che essere giustamente inquieti e qualcuno, inquietamente, si lascia andare a discorsi da bar sport: "La colpa - dice - è della politica", della politica che manca, della politica che non guida, che non capisce, che non risolve. E delle amministrazioni pubbliche che non fanno niente per...". Ora, io dico, quando  il grasso colava, appena dieci anni fa, tanto per dire, la colpa era ancora della politica, ma della politica "troppa", invadente, presente e forte tanto da non dar fiato alla società civile. "Meno stato ci vuole - si diceva allora - meno stato e più impresa!" Oggi, dallo stesso coro (è proprio lo stesso) comincia ad alzarsi qualche voce solista con un tono diverso. "La colpa - dice il nuovo refrain- è della politica, sì, ma perché è assente, è debole, è indecisa, latita". " Lapoliticalatita ", sembra più uno scioglilingua c...

Quote in multicolor

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Ho consultato l'oracolo di Delfi: nel 2050 ci saranno le quote rosa per le donne, verdi per i giovani, argento per gli anziani, le quote cangianti per i trans e a scacchi per le diverse etnie, quelle gialle per chi viene dalla Cina, oro per chi dimostra di avere un reddito annuo superiore ai 60.000 euro. Poi ci sarà lo sbarramento elettorale al 30% per permettere una maggiore governabilità. Ci sarà un solo collegio elettorale per Regione, che potrà eleggere da uno a tre deputati. Le Province saranno abolite e i Comuni non potranno avere meno di 40.000 abitanti. 25 gen 2015

Così muore la democrazia

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Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a t...

la linea critica della democrazia

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Il rapporto fra i cittadini e le istituzioni rischia il collasso: il sottile diaframma che ancora separa lo stato civile e ordinato dal caos ha ormai raggiunto un limite critico. Troppe tasse e troppi tagli ai servizi, troppi sprechi e troppa corruzione, e mancanza di chiarezza negli obiettivi della politica.. Troppo grande il divario fra il sentire del popolo e quello di chi lo governa. Molti dei sindaci che conosco non sembrano avere dubbi: staranno dalla parte del diritto e delle istituzioni, ma staranno soprattutto dalla parte dei loro cittadini e del popolo sovrano. Saranno pacieri, uomini delle istituzioni, ma mai complici nè ignavi. martedì 6 gennaio 2015

Agenda P2

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Tratto dal cosiddetto "Piano di Rinascita Democratica" della P2: «a2) Ordinamento del Governo [...] III - revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa); IV - revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamento del debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di là delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti; V - riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le province e ridefinire i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;» http:// il-dirigibile.blogspot.it/ p/blog-page.html

Indirizzare l'odio

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 Pozzanghere e cloache  Fu il grande Brunetta che si fece pio fustigatore degli statali. Perché lo fece? Per stornare il malcontento degli italiani dalla "Casta", che allora era sotto assedio, e per indirizzarlo verso qualcun altro. Verso gli statali, a priori definiti inefficienti e col posto fisso; andavano così bene che la cosa funzionò. Oggi, per salvare i palazzi della capitale e le grandi società partecipate, si in dirizza in egual maniera l'odio popolare verso gli enti locali e le Regioni. Siccome fa più rumore un'albero che cade che una foresta che cresce, e siccome nessuno è senza peccato... basta cercare certi casi di corruzione eclatante, mostrarli al pubblico e il gioco è fatto! E' facile mostrare le magagne degli statali, dei dipendenti pubblici e degli enti locali e regionali. Sarebbe facile farlo anche con i privati, o con lo stato centrale, ma non si fa. Intanto gli occhi infuriati dei cittadini non guardano più alla cloaca massima, ma guatano le p...

Il fallimento degli enti pubblici

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il tiranno di Siracusa Sul fallimento degli enti pubblici: al di là di ogni considerazione tecnica, osservo che esso è un ottimo sistema per demolire la democrazia. Si obbliga l'ente a fallire, con tasse spropositate, inapplicabili norme sul bilancio e obblighi insostenibili, lo si sottopone ad un "regime straordinario" e... addio democrazia.

Autonomia & Filosofia in forma di favola

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IL LUPO E IL CANE, LIBERTA’ E SERVITU’ Per meglio meditare sul tema dell'autonomia e delle fusioni fra comuni propongo questa splendida favola di Fedro. Un giorno un lupo stremato dalla fame incontrò un cane di bell'aspetto e ben nutrito. Il lupo chiese stupito: "Come hai potuto, o cane, diventare così forte e robusto, mentre io che sono un lupo muoio di fame? ". Il cane rispose: "anche tu potresti godere degli stessi benefici, rendendo ad un padrone un servizio identico al mio". “Quale ? " chiese il lupo. Allora il cane spiegò: "Di giorno faccio la guardia alla sua porta e di notte difendo la casa dai ladri". "Patisco neve e pioggia nei boschi”, disse il lupo, “dunque, volentieri ti seguirò per avere una vita più comoda". Cammin facendo il lupo si accorse che il cane aveva il collo segnato e malconcio, allora, gli chiese quale ne era la causa. Il cane rispose che il padrone lo legava spesso ad una catena perché si abituasse a dormir...

La giustizia per... Pinocchio.

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  da Le avventure di Pinocchio - Storia di un burattino di  Carlo Collodi -  (1883)   Capitolo 19 XIX. Pinocchio è derubato delle sue monete d’oro e, per gastigo si busca quattro mesi di prigione. [...] ...Sappi dunque che, mentre tu eri in città, la Volpe e il Gatto sono tornati in questo campo: hanno preso le monete d’oro sotterrate, e poi sono fuggiti come il vento. E ora chi li raggiunge, è bravo! ― Pinocchio restò a bocca aperta, e non volendo credere alle parole del Pappagallo, cominciò colle mani e colle unghie a scavare il terreno che aveva annaffiato. E scava, scava, scava, fece una buca così profonda, che ci sarebbe entrato per ritto un pagliaio: ma le monete non c' erano più. Preso allora dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale, per denunziare al giudice i due malandrini, che lo avevano derubato. Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la  s ua grave età, per la sua b...