Emergenza!

Parliamo di strategia emergenziale e di potere.

In noi umani, come negli animali, agiscono degli istinti primordiali. Tali istinti inducono negli individui e nei gruppi i comportamenti più funzionali a garantire la sopravvivenza.

Nella piramide di Maslow si trovano definiti ed ordinati i bisogni dell'uomo: quelli più elementari sono collocati alla base dello schema, e quelli più evoluti, in alto, verso il vertice. Secondo Maslow l'uomo agisce, soprattutto se il tempo concesso per la decisione è breve, dando priorità ai bisogni primari.

Le campagne pubblicitarie moderne tengono conto di questo tipo di priorità e legano il prodotto ai bisogni primari. Il cervello dell'uomo moderno, non diversamente da quello dell'uomo arcaico, dell'ominide, utilizza all'incirca gli stessi meccanismi decisionali. Gli istinti, infatti, costituiscono delle scorciatoie mentali, atte a consentire scelte rapide secondo schemi atavicamente precostituiti; ciò è funzionale alla sopravvivenza.

La nostra mente, quindi, prende moltissime decisioni attraverso le “scorciatoie mentali” ed esse, anche nelle persone più razionali, non coinvolgono mai l’uso della ragione. È questo il motivo per cui anche le persone tendenzialmente più intelligenti ed istruite si lasciano spesso manipolare e dirigere in modo inconscio da certi stimoli ben calibrati. 

Sono le “scorciatoie mentali” le leve sulle quali agiscono i messaggi pubblicitari e mediatici che inducono più efficacemente la popolazione ad adottare i comportamenti voluti. 

Dalla pubblicità alla manipolazione di massa il passo è breve. 

La creazione di una grande minaccia per la sicurezza (la sicurezza è un bisogno tra i più bassi, cioè prioritari, della piramide) induce la popolazione a seguire dei comportamenti e a compiere delle scelte in modo coerente a quel forte livello di priorità. In caso di minaccia per la sopravvivenza vengono sospesi indeterminatamente tutti gli altri bisogni superiori. E viene sospesa la razionalità.  Il comportamento individuale e sociale si adegua a ciò che è ritenuto, a torto o a ragione, capace di risolvere nell'immediatezza il bisogno di sicurezza indotto dalla minaccia. L'individuo quindi procrastina ogni istanza dettata dalla ragione. Ciò funziona ancor meglio con la cosiddetta massa umana. Se l'allarme è generale anche l'individuo più freddo e razionale è portato a cedere ai propri istinti. 

In questo quadro di istintivo affidamento i manipolatori inseriscono le loro "soluzioni efficaci per ripristinare il senso di sicurezza": prodotti materiali e comportamenti da essi definiti. Si instaura così una specie di protocollo o di regime del comportamento e del pensiero. Spinto dalla paura l'individuo diviene un terminale esecutivo di schemi mentali eterodiretti. È il caso del malato che si affida totalmente alle cure del medico.

Una grande emergenza, che sia economica, migratoria, climatica, sanitaria, energetica o altro, aggredisce sempre il senso di sicurezza delle persone e le porta ad adottare comportamenti e pensieri che in condizioni ordinarie non adotterebbero mai: ubbidire a norme e ad ordini irrazionali, non verificare i dati o le narrazioni ricevute, concedere ai governanti pieni poteri ed affidarsi ad essi senza obiezioni, provare sentimenti di odio e di avversione verso coloro che non adottano i medesimi comportamenti, considerandoli parte della minaccia stessa.

Indurre le popolazioni in modo sistematico, scientifico, in uno stato di permanente emergenza, soprattutto se politematica (serie di emergenze e di minacce diverse) permette a chi lo fa non soltanto di vendere in modo efficace dei prodotti (siano essi alimenti o prodotti igienico-sanitari o altro ancora), ma anche e addirittura di instaurare un regime politico totalitario, posto il fatto che è sempre il meccanismo di affidamento al capobranco quello che viene attivato dall'istinto di sopravvivenza. Nell'uomo come negli animali.

Commenti

Post popolari in questo blog

Indirizzare l'odio

Potere strafottente

Quote in multicolor