la politica del carciofo

Calma! Una cosa alla volta, che con pazienza si ottiene tutto. 


Per esempio: si può demolire la sanità pubblica togliendo un po' di servizi qua e un po' di servizi là, non tutto insieme che la gente si arrabbia. Togli un po' oggi (ma poco), togli domani (poco poco, eh: che non cambi nulla - quasi nulla - che, anzi, a ben vedere è pure meglio di prima, era uno spreco...), così in pochi si accorgono, in pochi arrabbiano... 

"Niente campanilismi!" si grida e zac, via una foglietta... "Abbasso gli sprechi!" si proclama, e zac... via un'altra foglietta.

Così, razionalizza oggi e ottimizza domani (ancora un taglietto, ma è roba di poco eh...) il carciofo è diventato piccino, la gente un po' si lamenta, ma non ricorda più tanto bene com'era il carciofo all'inizio. Il tempo che passa procura l'oblio e insieme all'oblio porta l'oppio ipnotico dell'adattamento. 

Ecco, facciamolo anche con i carciofi degli altri servizi e delle istituzioni: scuola, trasporti pubblici e  ferrovie, poste, servizio idrico, telefonia, elettricità... una foglia dopo l'altra smembriamo, privatizziamo, cancelliamo. "Non possiamo più permetterci questo, non possiamo più permetterci  quello!" e via che sfogliamo pian piano il carciofo finché c'è da sfogliare.  

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