la coscienza democratica
Lascerei stare le categorie di "destra" e di "sinistra" che, a quanto pare, oggi non sono più in grado di sostenere un ruolo semantico adeguato; guarderei piuttosto agli intenti dichiarati e soprattutto alle azioni, agli atti compiuti da una parte piuttosto che dall'altra. E mi farei delle domande. Può il nostro Governo continuare una politica scellerata come quella di "Mare Nostrum", nascondendo le tante sue nefandezze dietro il mignolo di un'Europa distratta ed egoista? Può il governo continuare a foraggiare i clandestini e nel contempo a tagliare i fondi per la sanità, per il sociale, per la scuola, per gli enti locali, per i trasporti e le infrastrutture, e può, soprattutto, tagliare le risorse al nord per continuare a versare bellamente fiumi di denaro nelle casse delle Regioni più dissennate, dei comuni e dei territori più malgovernati e corrotti? A chi va bene questa politica neocentralista e antidemocratica che sta svilendo sempre più il voto degli elettori (facendosene beatamente beffa), che sta togliendo competenze e risorse ai territori (ma non a tutti e non si sa il perché), e che preserva e arricchisce, al contrario, il gran palazzo romano, che della corruzione è madre e padre insieme.
E invece... è mai possibile che alle ultime europee sia stato il nostro Paese l'unico ad esprimere un plauso addirittura a chi ci fa stare supini nei confronti dei poteri forti dell'Europa monetaria?
Purtroppo sì che è possibile.
E allora la prima cosa da fare è riavviare la coscienza democratica che s'è perduta, e rifondarla quasi da zero, ma riavviarla e rifondarla fuori (e sottolineo "fuori") da quella sterile retorica della democrazia che, dal dopoguerra ad oggi, da lassù, dai livelli più alti dello stato, ci sta letteralmente menando per il naso.
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